CASA WALSER

Residenza 2021

26 luglio - 1° agosto 2021​

Il 26 luglio ci diamo appuntamento presso il Tram Diogene al mattino presto. Un gruppo ha il compito di incontrarsi con mezz’ora di anticipo per provvedere alla spesa di frutta e verdura al mercato di Porta Palazzo. Caricati spesa e zaini sulle macchine partiamo da Torino in perfetto orario. Direzione Gressoney-Saint-Jean.
Arrivati a Gressoney veniamo accolti dalla famiglia di Giovanni nella casa di Schmetto. Lì ci viene offerta una colazione di benvenuto e vengono elencate le regole fondamentali da rispettare nelle baite e in generale sui sentieri di montagna. Foto di gruppo e si ritorna alle macchine per percorrere l’ultimo tratto di strada prima di imboccare il sentiero.
Giunti alla base del sentiero si scaricano i bagagli e si tenta di distribuire i pesi nel modo più equilibrato possibile. Dopodiché si parte. Su, verso l’alto, su un sentiero ripido fin dai primi passi. Ecco che ha inizio la prima edizione di Casa Walser, residenza d’artista.
I giorni a Hòbelté trascorrono in fretta tra attività e chiacchierate con i relatori, escursioni, osservazioni del paesaggio e degli elementi naturali; pasti ricchi e variegati cucinati sinergicamente da tutto il gruppo, pioggia (moltissima pioggia), letture, racconti e musica attorno al falò e, per gli organizzatori, un continuo saliscendi dal ripido sentiero per accompagnare gli ospiti in partenza e quelli in arrivo.
Ai partecipanti è stato consegnato all’inizio della residenza un taccuino su cui annotare idee e pensieri e disegnare liberamente.Il vivere insieme ha imposto il ridimensionamento delle personalità dei singoli negli spazi comuni, implicando la cooperazione nei momenti di difficoltà.
Gli “abitanti” di Hòbelté, rinunciando alle abitudini e ai confort a cui si è abituati in città, hanno adottato uno stile di vita diverso, in sintonia con le costanti variazioni del paesaggio montano.

Affidiamo il racconto dei giorni di residenza alle parole di chi ha preso parte a questa esperienza, raccolte tempo dopo durante un incontro al Tram Diogene, occasione di ritrovo e di riflessione sul percorso fatto.

L’incontro inizia con un momento di lettura di un capitolo del libro “Le vie dei canti”, di Bruce Chatwin. Il passo contiene una leggenda aborigena del “tempo del sogno”, un periodo in cui la Terra era una pianura arida e sconfinata e tutte le forme di vita erano primordiali ammassi di materia. Era abitata soltanto dagli Antenati, esseri con sembianze umane e animali, da sempre vecchi e stanchi. Un giorno arrivò il Primo Sole e squarciò la Terra. Fu così che i figli degli Antenati uscirono dal fango e pronunciarono il proprio nome.

Il gesto simbolico del pronunciare il nome è considerato dalla cultura aborigena il fondamento della nascita di ogni cosa esistente.
La parola, il nome delle cose, è indispensabile per far esistere un’emozione o un ricordo. È l’elemento chiave che ha portato l’umano a dominare la natura e ad immaginare oltre ad essa. È un mezzo per generare la vita.
La lettura ha così fornito lo spunto a tutti i presenti per immergersi in un luogo di riflessione finalizzato al “dare il nome” a ciò che hanno vissuto durante l’esperienza a Hòbelté.

Qui di seguito ecco alcune delle parole pronunciate durante l’incontro:
concentrazione, empatia, ascolto, percezione, accoglienza accogliere l’altro, accogliere un’idea, accoglienza condivisa), filocalia, ritmo, riordinare lo spazio, mimetismo (prisma), immersione (immergersi nella solidità della montagna), comprensione, energia, sedentaria-sedimentaria-nomade (come le pietre, sedimento), conoscendo ci si allontana, simbiosi, condivisione, sfaccettature (luce/buio, modi di porsi, ambiente), reti (reti di sentieri, reti naturali, reti di comunicazione, reti di persone), sogno, pensare per immagini (“come pensano le foreste”).

 

Le relatrici e i relatori

Laura Pugno
Artista visiva
Docente universitaria

Silvia Margaria
Artista visiva
Membro progetto Diogene

Michele Guido
Artista visivo
Docente universitario

Francesco Pastore
Ricercatore in
Scienze Forestali

Artiste e artisti partecipanti

Marco Gagliardi

Pietro Monfalcone

Luna Rosato

Lucrezia Ferrari

Raffaele Cirianni

Ester Sementino

Giorgia Daka

Linda Biella

Ilaria Borloni

Cristina Meli

Simone Scardino

Interventi e racconti personali